Il Maiale incontra… lo Schioppettino!

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“Il maiale incontra… lo schioppettino”, questo il titolo di una serata all’insegna dei più veri sapori friulani! E di sapori in questa serata se ne sono gustati parecchi!
Ma procediamo con ordine, e soprattutto: procediamo! Eh sì, perché si deve raggiungere quasi il confine con la Slovenia, in provincia di Udine, ed arrivare in un paesino che si chiama Prepotto, dove si trova una trattoria che ha una storia bellissima da raccontare! La “Trattoria da Mario” (questo è il primo nome, in onore del vecchio proprietario, il sig. Mario Grassi), detta anche “Enoteca dello Schioppettino”.
Ebbene alla “Trattoria da Mario” in questo periodo dell’anno, quando l’autunno inizia a cedere il passo all’inverno ed i maiali vengono sacrificati (un tempo per garantire alle famiglie di che mangiare durante tutto l’inverno), si mangia quella che, a ragion veduta, viene chiamata: “la maialata“! Un autentico tripudio delle migliori parti del maiale, cotte con arte e sapienza, seguendo le caratteristiche di ciascuna.

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Come antipasto, in questa serata organizzata dalla Delegazione di Udine dell’Accademia Italiana della Cucina, in onore al territorio ed al tema della cena, è stata servita la Rosa di Gorizia (varietà autoctona di radicchio, tipico di questo periodo dell’anno) con della salsiccia spadellata.
E poi un ottimo orzotto con salsiccia e Schioppettino (40 minuti di cottura: perfettamente all’onda! Una goduria!).

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Ma ecco la maialata: lo stinco (stinchi scelti con cura ed attenzione dalla proprietaria, sig.ra Gioia Buiatti) viene cotto nel forno a bagnomaria per ben 6 (e dico: sei!) ore ed ogni stinco prima viene avvolto nella carta d’alluminio. Il risultato è che la carne non oppone alcuna resistenza alla forchetta, lasciandosi morbidamente andare ma risultando talmente saporita che un boccone… tira l’altro!
Viene quindi servita la spalla, cotta a fuoco lento ed a bassa temperatura, condita unicamente con olio extra vergine d’oliva, sale, pepe e vino bianco. La sig.ra Gioia riduce il fondo di cottura aggiungendo un po’ di latte (il segreto della Chef!). Un piatto eccezionale, servito con delle patatine anch’esse al forno.

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E poi il piatto forte della trattoria: le costine. Di piccola pezzatura, queste costine sono irresistibili. Da mangiare rigorosamente con le mani, vengono servite su una base di finocchio tagliato julienne, perché il finocchio sgrassa ed aiuta a digerire!

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Ma veniamo all’altro protagonista della serata: lo Schioppettino. Si tratta di un vitigno autoctono, conosciuto anche con il nome di Ribolla Nera, che subì nei primi del Novecento la calamità naturale della filossera rischiando quindi l’estinzione. Ma grazie alla famiglia Rapuzzi, in quel di Cialla (località vicina a Prepotto) alcune barbatelle, ritrovate e salvate, furono messe a dimora. Ed oggi abbiamo nuovamente lo Schioppettino.
Il nome ha una doppia derivazione: alcuni ritengono derivi dal fatto che gli acini, grossi e viola, hanno la buccia così spessa che schiacciandoli scoppiettano. Secondo altri deriva invece dal fatto che il vino, imbottigliato giovane, diventa così frizzante da riuscire a far uscire il tappo… come una schioppettata!

Ebbene, questo ottimo vino friulano, ha degnamente accompagnato le saporite carni del maiale in una serata all’insegna dei sapori del mio amato Friuli!

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