Frittelle di Carnevale con uvetta (ricetta di famiglia “Frittole Alida”)
Queste frittelle di Carnevale — morbide, profumate, con l’uvetta che si gonfia nell’impasto e diventa dolce sorpresa — arrivano da un vecchio quaderno appartenuto a mia suocera.
Un quaderno semplice.
Pagine un po’ ingiallite.
Calligrafia ordinata “di una volta”, quella che si faceva con cura, senza fretta.
Su un foglietto infilato tra le pagine ho trovato scritto: “Frittole Alida”
Alida era la sua migliore amica. E già solo questo dettaglio racconta una storia di pomeriggi insieme, grembiuli infarinati, chiacchiere e cucine calde mentre fuori era ancora inverno.
Mi piace pensare che questa ricetta sia passata di mano in mano, di voce in voce, prima ancora che sulla carta.
E oggi, preparandole, ho sentito quel filo sottile che unisce le donne di una famiglia attraverso i gesti ripetuti: ammollare l’uvetta, mescolare l’impasto, ascoltare il rumore dell’olio che accoglie il primo cucchiaio.
Il Carnevale ha sempre qualcosa di allegro e leggero.
Ma queste frittelle hanno anche qualcosa di più profondo: il sapore dei ricordi.
Non so se Alida immaginasse che un giorno la sua ricetta sarebbe stata ancora preparata.
So però che oggi, mentre le frittelle rotolavano nello zucchero, mi è sembrato un modo semplice e sincero per dire grazie.

Naturalmente quella che trovate qui non è una trascrizione identica al foglietto originale.
Nel quaderno le dosi erano “a cucchiai”, “a bicchieri”, “quanto basta”. Nessun grammo, nessun millilitro. Solo esperienza.
Ho dovuto interpretare, provare, aggiustare, tradurre quei gesti in misure precise per poterle condividere con voi.
Ma il cuore della ricetta è rimasto lo stesso. È rimasto il profumo dell’uvetta ammollata, la consistenza dell’impasto, il tempo dell’attesa.
In fondo è così che funzionano le ricette di famiglia: cambiano leggermente forma, ma non perdono l’anima.
Ingredienti per circa 30 frittelle




