Rosa di Gorizia… cu’lis frizzis!

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Il Friuli-Venezia Giulia è un territorio ricco eccellenze alimentari ed una di queste è senz’altro la Rosa di Gorizia. No, non si tratta di un fiore (anche se, a ben guardarla, un dubbio sorge) ma di un gustosissimo radicchio invernale.
Foto 18-01-18, 12 59 24 Il nome indica chiaramente l’origine, Gorizia. Aspra terra di confine, laddove la coltivazione degli ortaggi, anche in via sperimentale, venne istituita addirittura dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria.
La Rosa di Gorizia, viene seminata da metà marzo, quando si semina il frumento. Quando il frumento viene tagliato, il radicchio riparte con la sua crescita. Con le prime gelate, generalmente a metà novembre, le foglie esterne si congelano e le piantine vengono tolte dalla terra e legate a mazzi per le radici. I mazzi vengono quindi portati al riparo, ad una temperatura tra dieci e quindici gradi, dove vengono coperti con paglia ed innaffiati frequentemente. Questa articolata (e lunga) produzione, giustifica il costo di quello che è stato definito come “il radicchio più costoso al mondo“.

I boccioli della Rosa di Gorizia, hanno l’inconfondibile colore rosso intenso con variegature tra il rosa ed il rosso granato.

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Questa ricetta (supersemplice e velocissima), è quanto di più tipicamente friulano si possa mangiare utilizzando la Rosa di Gorizia.
Le “frizzis” o “fricis“, a seconda della zona del Friuli, sono null’altro che i ciccioli di maiale. Del grasso, pertanto, ottenuto con quanto residua dalla preparazione dello strutto.
Un alimento decisamente ipercalorico, però golosissimo!

Foto 18-01-18, 13 01 41 Non avendo reperito dei ciccioli degni di nota (eh sì, perché per accompagnare la Rosa di Gorizia… ci vogliono ciccioli degni!), ho utilizzato del nobile lardo di Sauris alle erbe. Una vera prelibatezza!
Questo delizioso lardo (buono anche con il pane), ben si presta ad essere tagliato a cubetti e saltato in padella, per ottenere “lis frizzis”.

Il segreto della ricetta?! Il lardo, reso croccante in padella, dev’essere sfumato con l’aceto (io ho usato aceto di vino bianco) e lis frizzis vanno versate ancora calde sulle foglie della Rosa di Gorizia. Una bontà sopraffina!!

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Gli ingredienti per questa ricetta li potete trovare anche su Orto in Tasca, dove però troverete una variante a questo radicchio, che ricorda la Rosa di Gorizia. Infatti solamente le aziende associate all’Associazione Rosa di Gorizia possono utilizzare questo nome.

Rosa di Gorizia cu’lis frizzis

By 19 gennaio 2018

Foto 18-01-18, 12 59 54 Ingredienti per 2 persone

  • Prep Time : 5' minutes
  • Cook Time : 3' minutes

Ingredients

Instructions

  1. Preparare la Rosa di Gorizia togliendo la parte più legnosa (comunque gustosa!) e separando le foglie, tagliando a metà quelle più grandi.
  2. Preparare il lardo dì Sauris, tagliandolo a cubetti (1 cm x 1 cm).
  3. Far scaldare la pentola e, quando è ben calda, aggiungere i cubetti di lardo. Farli rosolare finché diventano dorati. Sfumare con l’aceto e lasciare insaporire per un paio di minuti.
  4. Mettere le foglie di Rosa di Gorizia su un piatto (io preparo le singole porzioni) e versarci sopra lis frizzis.
  5. È pronto!
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