L’Alimentare in centro a Udine

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In una mattina di metà marzo, sotto un cielo azzurro come quelli dipinti dal Tiziano, entro da L’Alimentare gastronomia con cucina in centro a Udine.
Il locale, interamente rinnovato e ristrutturato, ricorda i negozi di alimentari (ma che fine hanno fatto…?) degli anni ’30, con i colori neutri tra il beige ed il grigio, con lo scaffale pieno di leccornie e con il banco per la vendita dei prodotti sfusi. Mi accoglie sorridente Enrico, l’anima de L’Alimentare, e mi parla di sé, dei suoi progetti, dei sogni “che vanno tolti dal cassetto”.

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Come nasce la tua passione per l’enogastronomia?
In principio fu uno strudel! Eh si, tanti anni fa preparando uno strudel ho capito che la mia strada era quella della gastronomia. Del resto a casa mia si è sempre parlato di cucina; da bambino ho avuto un imprinting molto forte con i prodotti enogastronomici perché i miei genitori sono entrambi grandi appassionati di cucina e ricordo sempre con piacere le gite alla scoperta di un nuovo ristorante o alla ricerca di un prodotto tipico.

Foto 19-03-17, 10 09 43Ma poi, come hai concretizzato questa tua passione?
A 30 anni, dopo un percorso di studi completamente diverso, mi sono iscritto ad un master presso la facoltà di Scienze Gastronomiche a Colorno. Poi, il mio primo curriculum l’ho mandato alla famiglia Alajmo che gestisce il ristorante “Le Calandre” (3 stelle Michelin n.d.r.) ed ho iniziato a lavorare per loro. E’ stato un periodo molto bello, nel quale ho imparato tanto da persone splendide e nel contempo umili.

E Udine… a che punto arriva?
Arriva… per amore. Assieme alla mia compagna Laura, che è di Modena, abbiamo deciso di partire da Udine, perché amiamo questa città e perché ci piacciono le piccole città ed i centri storici.
Quindi entrambi ci siamo licenziati -un momento di follia- per ricominciare in Friuli, dove ho lavorato prima per “Lis Neris” e poi per “Dall’Ava”. Ed infine ho realizzato questo mio progetto, che cullavo da tempo ed al quale dedicavo il tempo libero.

Foto 19-03-17, 10 07 40Quindi L’Alimentare è figlio di un progetto a lungo pensato?
Eh sì! Era un’idea che avevo da tanto e nasce dal mio amore per i mercati e le gastronomie. Ne ho parlato con il mio amico Roberto ed anche lui ci ha subito creduto. Così come Gaia, che gestisce L’Alimentare assieme a me e che, pensa un po’, è un’archeologa. Anche lei ha da subito creduto in questo progetto, tanto da lasciare il suo lavoro per iniziare quest’avventura.
Quando, dopo sei mesi di ricerche, sono entrato in questo posto, nonostante fosse completamente diverso, l’ho già visto finito, l’ho immaginato com’è adesso!
Tutti i dettagli sono stati a lungo pensati e studiati. Dalla cucina, che non volevo solo “a vista” ma proprio aperta, fino al lampadario che ho disegnato personalmente e fatto realizzare dal fabbro, dopo aver passato almeno 40 ore su internet alla ricerca di un lampadario giusto, senza trovarlo.
Tu pensa che anche il reggimensole l’ho fatto realizzare dal fabbro, perché non ne trovavo uno che rispettasse l’idea di un arredo anni ’30/’40. Così come i nostri grembiuli, fatti cucire da una sartoria qui vicino, con le bretelle create apposta dal calzolaio.

Foto 04-03-17, 13 57 24Ma con una scelta così attenta per i dettagli e con la conoscenza approfondita che hai dei prodotti enogastronomici, cosa si trova da L’Alimentare? 
Non venderò mai niente che non ho provato, è un concetto per me fondamentale perché se vendi un prodotto che ti piace poi te lo ritrovi nella soddisfazione di chi lo acquista.
Quindi tutti i prodotti che vedi in vendita, non solo li abbiamo provati ma li utilizziamo ogni giorno per cucinare e, se vuoi assaggiare qualcosa prima di comprarla lo puoi fare.
Qui cuciniamo ogni giorno, una cucina espressa come la cucina di casa.

Quindi ciò che vendete, viene cucinato il giorno stesso? 
Certo, non solo cuciniamo ogni giorno ciò che vedi (-teglie golosissime- n.d.r.), ma ogni mese il menù cambia completamente seguendo la stagionalità. Ciò che mangi a marzo, non lo mangerai ad aprile. Abbiamo 11 preparazioni quotidiane, più degli “speciali”  giornalieri, ad esempio il giovedì gli gnocchi ed il venerdì il baccalà.
Se vuoi puoi mangiare qui, ci sono piatti, forchette e bicchieri a disposizione (tutto materiale ecocompatibile), oppure lo puoi portare a casa.
Se invece preferisci… te lo portiamo noi a domicilio! Con un servizio apposito, ti recapitiamo il pranzo in ufficio. Inoltre abbiamo un menù di ricette su ordinazione e ne abbiamo circa 200 a disposizione.
Infine… facciamo delle cene a tema!

Foto 19-03-17, 10 09 55Bella quest’idea delle cene a tema. Cosa avete proposto finora? 
Proponiamo una cena a tema ogni 15 giorni, finora abbiamo presentato “Le carni crude”, “L’alto Adriatico”, con un favoloso risotto con le canoce, “La cacciagione”, dove abbiamo rivisitato le ricette con versioni semplici e leggere, mentre stasera (15 marzo) ci sarà la cena “Mediterraneo”, pesce e profumi della macchia mediterranea. La prossima cena a tema sarà dedicata agli animali da cortile.

E adesso cosa mi proponi?… che avrei un po’ di famina… 
Tu mangi tutto?! Certo!
Allora partirei con una tartina pane, burro e acciuga. Poi ti propongo un riso venere con tre verdure invernali al forno: sedano rapa, cavolfiore e porro, con curry e olio evo.
Ti faccio assaggiare anche le polpettine preparate con sola fassona piemontese.
Infine vorrei che tu provassi questo succo di frutta, lo produce una ditta francese che si chiama Alain Milliat, assaggialo e poi mi dirai.

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Non so se le parole riportate sono esattamente quelle di Enrico, e da dire ci sarebbe molto altro e di più. Ma, mentre me ne sto lì, in un ambiente retrò che mi fa sentire molto Laurel Bacall ne “La donna del destino”, assaggiando una tartina commovente, un riso sorprendente, delle polpette che una tira l’altra, faccio la conoscenza con quella che diventerà la mia nuova droga: il jus de pomme di Alain Milliat!

L’Alimentare gastronomia con cucina, Udine Via R. D’Aronco n.39.

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