Audace – storia di un cacciatorpediniere

Sono una subacquea.
Ebbene si, la grande passione per la cucina ha un’antagonista: la passione per il mare.
Di questo sport, che tante emozioni mi ha regalato, c’è una disciplina che amo particolarmente: il wreck diving, i relitti!
Uno scrittore che si chiama Clive Cussler, ha scritto che “non esiste esperienza che dia i brividi, come l’attraversare a nuoto un relitto” e vi assicuro che ha ragione.

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Dunque, cosa c’entra tutto ciò con un blog di cucina?! C’entra, perché il cibo e la cucina sono ovunque. Anche sui relitti!

Ma…e questo “Audace“?! Cos’era?! Era un cacciatorpediniere, quel cacciatorpediniere della Marina Militare Italiana che nel lontano 3 novembre 1918, attraccò sul Molo San Carlo a Trieste (che verrà in seguito ribattezzato Molo Audace) rendendo la città austroungarica, italiana per sempre! L’Audace trasportò il Re Vittorio Emanuele III, i Generali Petitti di Roreto, Armando Diaz e Pietro Badoglio. Una nave carica di storia insomma!
Colò a picco nel 1944, in un terribile agguato ordito dagli inglesi ed ora, il relitto dell’Audace giace sul fondo del Mare Adriatico, al largo dell’Isola di Pago, ad 80 metri di profondità.
Venne ritrovato nel 1999, e nel mese di ottobre del 2015 un gruppetto di sub professionisti (sono amici miei eh!) si è immerso in quelle gelide acque per riprendere delle immagini che ci facciano vedere quella meraviglia sommersa.
Queste immagini, oltre a dei reperti storici e a delle testimonianze storiche ed attuali, verranno celebrate il 7 maggio 2016 al Teatro “G. Modena” di Palmanova in un evento intitolato “Evento Audace – storia di un cacciatorpediniere“.
A questo evento, la cui realizzazione è costata un anno intero di impegno e lavoro, ho collaborato anch’io e, se l’argomento vi interessa, qui c’è il link al sito che abbiamo creato per l’occasione!

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Ma sull’Audace, cosa mangiavano nel 1918?!?
La ricerca non è stata semplice, il fatto stesso che sono ricette adatte ad una cucina di bordo (non pensiamo alle moderne navi da crociera, ma piuttosto ad una spartana cucina dedicata a dei marinai, dove si preparava il cosiddetto rancio), le difficoltà di conservazione, la mancanza di cibo fresco e soprattutto le mode dell’epoca (ogni periodo storico ha i suoi vezzi culinari!), hanno costituito una bella sfida.
Foto 12-01-16 21 10 31 I grandi scrittori del mare (da Salgari a Melville, da Kiplilng a Verne) hanno sempre fatto nei loro libri, dei riferimenti al cibo ed alla cucina del “rancio di bordo”; magari ne parlavano -della cucina- come di un posto maleodorante (grande utilizzo di cipolle e di spezie!), o come -del cibo- di un pasto frugale e spesso scarso.
Ai tempi dell’Audace, e siamo all’inizio del secolo scorso, generalmente si mangiavano grandi minestre (magari con il pane), poca carne (una, massimo due volte al mese) e poco vino (almeno a bordo!).

L’Audace però trasportò un Re! E al Re cosa prepararono per cena quella sera di novembre del 1918, prima di avvistare il porto di Trieste?!?
Non ne ho idea…! Però mi sono aiutata con l’immaginazione (dubito che gli avessero servito la “sbobba” della ciurma), con il ricettario dell’Artusi (sempre caro mi fu…) e con un po’ di ricerca sui ranci di bordo (qui un bel link sull’argomento)!

Agli inizi del secolo, andava di gran voga un piatto di tradizione napoleonica: il pollo alla Marengo!
2014-10-21 21.04.59 Nella battaglia di Marengo Napoleone vinse e, si narra, che questa ricetta preparata in quella circostanza gli era particolarmente cara perché gli ricordava la vittoria!
Quindi era un piatto di quei tempi, ma è anche una ricetta tipica della cucina piemontese e Vittorio Emanuele III, era pur sempre originario del Piemonte.
E poi, a bordo le galline ed i polli venivano sempre tenuti vivi nelle loro gabbiette (in modo da avere carne fresca e uova), pronti per farsi tirare il collo all’occorrenza. Vien da pensare che la presenza di un Re fosse “l’occorrenza” giusta!
Quindi è ben probabile che Sua Maestà, a bordo dell’Audace, nel 1918 mangiasse un ottimo pollo alla Marengo, preparato per l’occasione!

La ricetta dell’Artusi (perché di variazioni sul tema ce n’è veramente molte) è riportata qui sotto!

Pollo alla Marengo dell'Artusi

By 2 maggio 2016

Prep Time : 40' minutes. Cook Time : 30' minutes

Ingredients

Instructions

L'Artusi dice di prendere un pollo giovane (tenero quindi) ed "escludendone il collo e le zampe tagliatelo a pezzi grossi nelle giunture. Mettetelo alla sauté con grammi 30 di burro, una cucchiaiata d'olio e conditelo con sale, pepe e una presa di noce moscata.
Rosolati che sieno i pezzi da una parte e dall'altra scolate via l'unto e gettate nella sauté una cucchiaiata rasa di farina e un decilitro di vino bianco.
Aggiungete brodo per tirare il pollo a cottura, coperto, e a fuoco lento.
Prima di levarlo dal fuoco fioritelo con un pizzico di prezzemolo tritato e quando è nel vassoio strizzategli sopra mezzo limone.
Riesce una vivanda appetitosa."

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